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ricostruzione del Corso

Lavori di ricostruzione di Corso Vittorio Emanuele

la prima foto di Ortucchio

probalmente questa è la prima fotografia di Ortucchio prima del prosciugamento del lago Fucino, si può notare anche una barca in primo piano......

Laghetto di Ortucchio

 Laghetto di Ortucchio è uno dei pochi bacini naturali rimasti di quello che era il terzo lago d'Italia. Nel suo piccolo ambiente vivono speci di animali acquatici unici nel territorio Abruzzese.

operai di Torlonia

foto di gruppo di lavoratori Ortucchiesi nell'azienda di  Torlonia

RokSlideshow - http://www.ortucchiesi.it

perchè questo sito

il sito nasce dall'esigenza di mettere insieme il maggior numero di notizie ed informazioni riguardanti il nostro paese ed i suoi abitanti. Nel corso degli anni non si era mai tentato di raccoglire ed ordinare tutte queste informazioni. L'organizzare il sito in diverse sezioni permette di visualizzare le informazioni in maniera rapida e scorrevole. Alcune sezioni possono risultare lente, dovuto alla quantità di dati o immagini in esse contenute.

 


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Newsflash Pro

Quintus Poppaedius Silo Con molta probalità Quintus Poppaedius Silo apparteneva alla tribù dei Carracini che con l’unione di altre tre tribù: i Pentri, i Caudini e gli Irpini diedero vita al popolo Sannita.Un documento inoltre, conservato a Lama dei Peligni (dalla cui zona proviene il testo relativo a M. Reccius N. f. Reutus quattuorvir iure dicundo), databile non oltre la seconda metà del I secolo d.C., costituisce un’ulteriore testimonianza sulla presenza in loco delle gentes Mettia e Poppaedia e consente di ampliare le nostre conoscenze sui rapporti intercorsi tra i principali nuclei familiari locali fino ad ora attestati.Subito colpisce la presenza di uno dei tanti rami dei Poppaedii che in tutta la zona centrale della Regio IV poté annoverare personaggi famosi, almeno in ambiti locali, la cui origine osco-sabellica è provata da numerosi testi dialettali tra cui lo stesso Q. Poppaedius Silo, sembra che un ramo di questa gens, dopo le Guerre Marse, si sia trasferita anche in Lucania). Il rinvenimento di una stele funeraria nel 1814 in contrada « Le Rosce », sulla riva destra del fiume Giovenco, a Sud di Ortona, su cui si può leggere: POPPEDIA. P. F. SECUNDAFILIAE. OSSA. SITA. FITAE.M. F. MATRI. OSSA. SITA.si deduce che in quel sito erano state sepolte la moglie e la figlia di Q. Poppaedius Silo ma questo non attribuisce affatto l’appartenenza di Silo al popolo Marso di cui ne fù condottiero.   3.1.2 Hic spiritus ne M. quidem Catonis pueritiae defuit: nam cum in domo M. Drusi auunculi sui educaretur, et ad eum tribunum pl. Latini de ciuitate inpetranda conuenissent, a Q. Poppaedius Latii principe, Drusi autem hospite, rogatus ut socios apud auunculum adiuuaret, constanti uultu non facturum se respondit. iterum deinde ac saepius interpellatus in proposito perstitit. tunc Poppedius in excelsam aedium partem leuatum abiecturum inde se, nisi precibus obtemperaret, minatus est: nec hac re ab incepto moueri potuit. expressa est itaque illa uox homini: 'gratulemur nobis, Latini et socii, hunc esse tam paruum, quo senatore ne sperare quidem nobis ciuitatem licuisset'. tenero ergo animo Cato totius curiae grauitatem percepit perseuerantiaque sua Latinos iura nostrae ciuitatis adprehendere cupientes reppulit. Idem, cum salutandi gratia praetextatus ad Sullam uenisset et capita proscriptorum in atrium adlata uidisset, atrocitate rei commotus paedagogum suum nomine interrogauit quapropter nemo inueniretur, qui tam crudelem tyrannum occideret: cumque is non uoluntatem hominibus, sed facultatem deesse, quod salus eius magno praesidio militum custodiretur, respondisset, ut ferrum sibi daret obsecrauit, adfirmando perfacile se eum interfecturum, quod in lecto illius considere soleret. paedagogus et animum Catonis agnouit et propositum exhorruit eumque postea ad Sullam excussum semper adduxit. nihil hoc admirabilius: puer in officina crudelitatis deprehensum uictorem non extimuit tum maxime consules, municipia, legiones, equestris ordinis maiorem partem trucidantem. ipsum Marium illo loci statuisses, celerius aliquid de sua fuga quam de Sullae nece cogitasset  Details...

Marsi contro Roma nec sime marsis nec contra Marsos nemo vincere potestGentem Marsorum serpentibus inlaesam esse nihil mirum: a Circae filio genus docunt et de avita potentia deberi sibi sciunt servitium venenomm: ideo venena contenuiunt C. Coelius Aeetae tres filias dicit Angitiam Medeam Circen: Circen Circeios insedisse montes, carminum malefìciis varias imaginum fàcies mentientem: Angitiam vicina Fucino occupavisse ibique salubri scientiaadversus morbos Gentem Marsomm serpentibus iniaesam esse nihil mirum: a Circae filio genus ducunt et de avita resistentem, cum dedisset homines vivere, deam habitam: Medeam ab lasene Buthroti sepultam filiumque eius Marsis imperasse.La guerra Marsa ha preso questo nome dalla rivolta del primo popolo italico che ne da il nome proprio dal luogo di provenienza ; d'altronde l'Italia intera si unì ai Marsi contro i romani.Si dice che la prima fonte di questa guerra fu il passaggio che i Romani fecero della temperanza e della frugalità che regnava nelle loro antiche maniere di vivere, e alla quale solo devono la grandezza e la vastità del loro impero, a questa espansione portentosa di lusso e di dissolutezza s'abbandoneranno in seguito : perché fu precisamente la causa della divisione che s'introdusse nella repubblica tra il senato e il popolo. Nello stesso tempo Pompaedius Silo capo dei Marsi si getta in un'impresa straordinaria. Alla testa di 10.000 uomini che temendo di essere controllati dalla giustizia, nascosero le loro spade sotto i vestiti, essi marciarono verso la costa Romana. Lo scopo era di entrare nel Senato chiedere per lui e per la sua provincia il diritto di cittadinanza romana ; e in caso di rifiuto di devastare Roma e i suoi territori a ferro e fuoco. C. Domitius andando davanti a lui domanda dove pretende di andare alla testa di tanta truppa. " A Roma ", risponde "dove i tribuni (forse Marcus Drusus) stessi mi hanno fatto sperare che accorderanno a me e a questi che mi accompagnano il titolo di cittadini Romani". Domitius gli risponde che la richiesta sarà accolta ben più velocemente e più agevolmente per lui e per i suoi se non si presentasse in assetto di guerra. D'altronde il titolo al quale lui aspira sarà un pegno di legame e d'amicizia che non si acquista con l'ostilità e la violenza, Pompaedius preso dal rispetto per la soia presenza di quest'uomo, e cedendo alla saggezza del suo consiglio fa ritomo ai campo. E' così che Domitius .per la prudenza dei suoi discorsi, salva la patria da un attacco pericoloso; è stato meglio condotto questo incontro che quello del proconsole Servilius riguardo ai Piceni. Perché lui agendo con questi ultimi, non come degli uomini liberi ed alleati della Repubblica ma come degli schiavi, e irritandoli con le continue minacce che egli faceva, si attira dei ritorni fastidiosi per lui stesso e per molti altri. Invece Domitius calma con la sua moderazione la foga insensata dei Marsi. In seguito all'assassinio di Marcus Drusus la penisola prese le armi.I popoli italiani rivoltati contro Roma si organizzarono politicamente e formarono una confederazione Italiana.Questa confederazione era formata:- Al Nord, Marsi; popolazione delle regioni montagnose dei Appennini, vinti dai Romani nel secolo, avevano da allora nutrito una certa animosità verso i Romani. I Marsi comandati da Pompédius Silo (amico di Marcus Drusus) questa confederazione Marsa riunisce 100,000 uomini.- al Sud, Sanniti (che avevano fatto passare le legioni romane sotto le forche caudine nel 304 b.c.), Osci e i Lucani.Questi diversi popoli, si riunirono con un legame federale, garantito da giuramenti e scambi di ostaggi. Questa confederazione italiana volle separarsi di Roma e si organizzò sul suo modello. Una capitale confederale fu creata dopo la presa di Corfìnio che i ribelli ribattezzarono Italica. Vi installarono un senato di cinquecento mèmbri eletti dai popoli federati. C'erano due "consoli" (Pompédius Strabo che comandava nel nord e C.Papius Mutilus che comandava nel Sud) e 12 pretori. Una moneta fu anche coniata dalla confederazione italiana; rappresentava un toro (simbolo della confederazione) che inseguiva un lupo (simbolo di Roma). Così, i ribelli fondarono una repubblica federale dove tutti usufruivano degli stessi diritti civici. Questa repubblica federale copriva quasi tutta i'Italia (l'Umbria, la Campania ed Etrurie restarono fedeli a Roma.) e si opponeva alla sola città di Roma.Tuttavia, Roma non potè tollerare quest'unione che rischiava di farle ombra.Fu l'inizio della guerra detta Marsa poiché Marsicani vi erano in numero maggioritario (è loro che fornivano uno dei contingenti combinati più importanti e meglio esercitati dell'esercito romano) è soltanto due secoli più tardi che lo storico Florus gli darà il nome di guerrasociale. II termine di Sociale è doppiamente giustificato:- etimologicamente poiché la parola socii significa alleati.continua .........La risposta di Roma  Details...

la risposta di Roma La risposta di Roma.Le campagna del Nord P. Rutilius Lupus, console in esercizio nel 90 fu inviato a reprimere la rivolta dei Marsi nel nord con un grande numero di uomini. Caius Marius legato e genitore di Lupus gli consigliò di attendere l'arrivo delle truppe di rinforzo. Ma quest'ultimo non tenne conto del consiglio e questo comportò una sconfitta per l'esercito romano e la morte del console. I funerali di Rutiiius Lupus che si svolsero a Roma indignarono così tanto il popolo romano che il senato decise che i comandanti morti sul campo di battaglia sarebbero stati sepolti sul posto. Marius prese il comando dell'esercito di Lupused invertì la situazione a favore dei Romani guadagnando vittorie. Marsi sconfitti campagna deil' 89 a.c. L.Porcuis Cato che aveva prese il comando dell'esercito di Marius continuò l'attacco del territorio del Marsi. Dopo una vittoria, fu battuto vicino al lago del Fucino ed ucciso. Il grado d'amarezzacausato dalla sua morte è mostrata dal fatto che i figli di Marius furono accusati di averloassassinato ( L. Porcuis Cato)durante la battaglia poiché dalla presa del comandodell'esercito da parte di Cato una forte rivalità era sorta tra quest'ultimo e Marius).Pompeuis Strabo riprese il comando dell'esercito di Cato e riprese l'attacco controMarsi; continuò anche l'assedio alia città di Ascoli.Gli italiani per fare fronte a Pompeuis Strabo ed alle sue truppe mobilitarono un esercitomolto importante in uomini; infatti, i Romani possedevano 60.000 uomini e gli italiani75.000 (queste cifre sono importanti). Pompeuis Stabo battè gli italiani e la città diAscoli capitolò nel novembre 89 b.c., Gli ufficiali della città furono frustati o decapitati, i civili prigionieri furono costretti a lasciare Ascoli senza i loro beni che furono venduti ed il ricavato della vendita tornò a Strabo, Pompeduis Silo (capo del Marsi) ed i ribelli italiani abbandonarono la capitale della confederazione Italica, e si fuggirono verso la città di Samnium, ne! Sud dell'Italia.Questa vittoria romana ruppe la sommossa italiana nei nord ed il 25 dicembre 89 b.c., Pompeius Strabo ritornò a Roma in trionfo.L’ inizio della fine degli italianiSylla che comandava gli eserciti romani in Campania fece subire agli italiani una primasconfitta in primavera -89. Era stato il questore di Marius durante la guerra controJugartha ed aveva recentemente operato con successo come pretore in Sicilia. Mirava ora didiventare console. Sylla prese un numero importante di città di cui Boiano, la capitale del sud.Gli eserciti romani sul loro passaggio devastarono la Campania: i prigionieri furonomassacrati, i civili prigionieri furono venduti come schiavi e le città prese furonosaccheggiate, Sylla ritornò a Roma, e fu eletto console nel 98 a.c., mentre i suoi legaticontinuavano a riconquistare la città di Samnium dove si rifugiò Pompedìus Siloe dei ribelli italiani. La campagna continuò nel 88 a.c.. La sommossa riprese un nuovo soffioquando P, Silo ed i ribelli riuscirono a conservare la città di Samnium ed a riprendere quella di Boiano ma il numero importante di truppe romane aveva presto fatto estinguere la sommossa. Infatti il pro-pretore Q.Caecilius Metelius Pius demolì ed uccise Pompedius Silo in occasione di una battaglia, Questa vittoria pose fine alla guerra nel sud (il poco di città ribelli che resistevano ancora, in Campania, furono quasi tutte riprese da parte dei Romani).Altrove Cornélius Sylla e Caius Marius inseguì senza sosta Marsi che li avevano attaccati fino al momento in cui questi caddero su pareti che circondavano vigne. A grand male Marses li scalò. Ma Marius e Syìla non furono di parere di proseguirli più prima. Cornélius Sylia, che aveva li suo campo dal lato delle vigne, comprendendo ciò che era avvenuto, si mise ai casi dei fuggitivi e ne fece a sua volta una carneficina, in modo che in questo giorno, più di sei mille uomini furono uccisi dal nemico e che raccolse sul campo di battaglia beni e un gran numero di armi, I Marsi simili ad animali selvaggi, schiumando di collera del loro fallimento, si armarono nuovamente, e si disposero ad attaccare nuovamente i Romani, chi non osarono intraprendere nulla da parte loro, ne intraprendere l'azione per primi; poiché i Marsi erano estremamente bellicosi. Si dice che è la sola ed unica volta che furono battuti; e che questo era diventato un proverbio, che "non si era mai trionfato ne sui Marsi, ne senza Marsi",Caesis ed a Mamerco Aemilio legato di Silo Poppaedius, capo dei Marsi, auctor eius rei, in proelio cecidit.  Details...

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i Marsi il primo popolo Italico prossima pubblicazione i popoliUna "Ver Sacrum" primavera sacra sarebbe anche all’origine dei Marrucini, derivati dalla tribù dei Marsi dai quali avrebbero preso il nome.  Details...

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Quintus Poppaedius Silo
venerd́ 07 marzo 2008
Con molta probalità Quintus Poppaedius Silo apparteneva alla tribù dei Carracini che con l’unione di altre tre tribù: i Pentri, i Caudini e gli Irpini diedero vita al popolo Sannita.Un documento inoltre, conservato a Lama dei Peligni (dalla cui zona proviene il testo relativo a M. Reccius N. f. Reutus quattuorvir iure dicundo), databile non oltre la seconda metà del I secolo d.C., costituisce un’ulteriore testimonianza sulla presenza in loco delle gentes Mettia e Poppaedia e consente di ampliare le nostre conoscenze sui rapporti intercorsi tra i principali nuclei familiari locali fino ad ora attestati.
Subito colpisce la presenza di uno dei tanti rami dei
Poppaedii che in tutta la zona centrale della Regio IV poté annoverare personaggi famosi, almeno in ambiti locali, la cui origine osco-sabellica è provata da numerosi testi dialettali tra cui lo stesso Q. Poppaedius Silo, sembra che un ramo di questa gens, dopo le Guerre Marse, si sia trasferita anche in Lucania).
Il rinvenimento di una stele funeraria nel 1814 in contrada « Le Rosce », sulla riva destra del fiume Giovenco, a Sud di Ortona, su cui si può leggere:

POPPEDIA. P. F. SECUNDA
FILIAE. OSSA. SITA. FITAE.

M. F. MATRI. OSSA. SITA
.

 si deduce che in quel sito erano state sepolte la moglie e la figlia di Q. Poppaedius Silo ma questo non attribuisce affatto l’appartenenza di Silo al popolo Marso di cui ne fù condottiero.

 

 

3.1.2 Hic spiritus ne M. quidem Catonis pueritiae defuit: nam cum in domo M. Drusi auunculi sui educaretur, et ad eum tribunum pl. Latini de ciuitate inpetranda conuenissent, a Q. Poppaedius Latii principe, Drusi autem hospite, rogatus ut socios apud auunculum adiuuaret, constanti uultu non facturum se respondit. iterum deinde ac saepius interpellatus in proposito perstitit. tunc Poppedius in excelsam aedium partem leuatum abiecturum inde se, nisi precibus obtemperaret, minatus est: nec hac re ab incepto moueri potuit. expressa est itaque illa uox homini: 'gratulemur nobis, Latini et socii, hunc esse tam paruum, quo senatore ne sperare quidem nobis ciuitatem licuisset'. tenero ergo animo Cato totius curiae grauitatem percepit perseuerantiaque sua Latinos iura nostrae ciuitatis adprehendere cupientes reppulit. Idem, cum salutandi gratia praetextatus ad Sullam uenisset et capita proscriptorum in atrium adlata uidisset, atrocitate rei commotus paedagogum suum nomine interrogauit quapropter nemo inueniretur, qui tam crudelem tyrannum occideret: cumque is non uoluntatem hominibus, sed facultatem deesse, quod salus eius magno praesidio militum custodiretur, respondisset, ut ferrum sibi daret obsecrauit, adfirmando perfacile se eum interfecturum, quod in lecto illius considere soleret. paedagogus et animum Catonis agnouit et propositum exhorruit eumque postea ad Sullam excussum semper adduxit. nihil hoc admirabilius: puer in officina crudelitatis deprehensum uictorem non extimuit tum maxime consules, municipia, legiones, equestris ordinis maiorem partem trucidantem. ipsum Marium illo loci statuisses, celerius aliquid de sua fuga quam de Sullae nece cogitasset

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la risposta di Roma
sabato 29 dicembre 2007
La risposta di Roma.
Le campagna del Nord P. Rutilius Lupus, console in esercizio nel 90 fu inviato a reprimere la rivolta dei Marsi nel nord con un grande numero di uomini. Caius Marius legato e genitore di Lupus gli consigliò di attendere l'arrivo delle truppe di rinforzo. Ma quest'ultimo non tenne conto del consiglio e questo comportò una sconfitta per l'esercito romano e la morte del console. I funerali di Rutiiius Lupus che si svolsero a Roma indignarono così tanto il popolo romano che il senato decise che i comandanti morti sul campo di battaglia sarebbero stati sepolti sul posto. Marius prese il comando dell'esercito di Lupused invertì la situazione a favore dei Romani guadagnando vittorie. Marsi sconfitti campagna deil' 89 a.c. L.Porcuis Cato che aveva prese il comando dell'esercito di Marius continuò l'attacco del territorio del Marsi.
Dopo una vittoria, fu battuto vicino al lago del Fucino ed ucciso. Il grado d'amarezza
causato dalla sua morte è mostrata dal fatto che i figli di Marius furono accusati di averlo
assassinato ( L. Porcuis Cato)durante la battaglia poiché dalla presa del comando
dell'esercito da parte di Cato una forte rivalità era sorta tra quest'ultimo e Marius).
Pompeuis Strabo riprese il comando dell'esercito di Cato e riprese l'attacco contro
Marsi; continuò anche l'assedio alia città di Ascoli.
Gli italiani per fare fronte a Pompeuis Strabo ed alle sue truppe mobilitarono un esercito
molto importante in uomini; infatti, i Romani possedevano 60.000 uomini e gli italiani
75.000 (queste cifre sono importanti). Pompeuis Stabo battè gli italiani e la città di
Ascoli capitolò nel novembre 89 b.c., Gli ufficiali della città furono frustati o decapitati, i civili prigionieri furono costretti a lasciare Ascoli senza i loro beni che furono venduti ed il ricavato della vendita tornò a Strabo, Pompeduis Silo (capo del Marsi) ed i ribelli italiani abbandonarono la capitale della confederazione Italica, e si fuggirono verso la città di Samnium, ne! Sud dell'Italia.Questa vittoria romana ruppe la sommossa italiana nei nord ed il 25 dicembre 89 b.c., Pompeius Strabo ritornò a Roma in trionfo.
L’ inizio della fine degli italiani
Sylla che comandava gli eserciti romani in Campania fece subire agli italiani una prima
sconfitta in primavera -89. Era stato il questore di Marius durante la guerra contro
Jugartha ed aveva recentemente operato con successo come pretore in Sicilia. Mirava ora di
diventare console. Sylla prese un numero importante di città di cui Boiano, la capitale del sud.
Gli eserciti romani sul loro passaggio devastarono la Campania: i prigionieri furono
massacrati, i civili prigionieri furono venduti come schiavi e le città prese furono
saccheggiate, Sylla ritornò a Roma, e fu eletto console nel 98 a.c., mentre i suoi legati
continuavano a riconquistare la città di Samnium dove si rifugiò Pompedìus Silo
e dei ribelli italiani. La campagna continuò nel 88 a.c.. La sommossa riprese un nuovo soffio
quando P, Silo ed i ribelli riuscirono a conservare la città di Samnium ed a riprendere quella di Boiano ma il numero importante di truppe romane aveva presto fatto estinguere la sommossa. Infatti il pro-pretore Q.Caecilius Metelius Pius demolì ed uccise Pompedius Silo in occasione di una battaglia, Questa vittoria pose fine alla guerra nel sud (il poco di città ribelli che resistevano ancora, in Campania, furono quasi tutte riprese da parte dei Romani).
Altrove Cornélius Sylla e Caius Marius inseguì senza sosta Marsi che li avevano attaccati fino al momento in cui questi caddero su pareti che circondavano vigne. A grand male Marses li scalò. Ma Marius e Syìla non furono di parere di proseguirli più prima. Cornélius Sylia, che aveva li suo campo dal lato delle vigne, comprendendo ciò che era avvenuto, si mise ai casi dei fuggitivi e ne fece a sua volta una carneficina, in modo che in questo giorno, più di sei mille uomini furono uccisi dal nemico e che raccolse sul campo di battaglia beni e un gran numero di armi, I Marsi simili ad animali selvaggi, schiumando di collera del loro fallimento, si armarono nuovamente, e si disposero ad attaccare nuovamente i Romani, chi non osarono intraprendere nulla da parte loro, ne intraprendere l'azione per primi; poiché i Marsi erano estremamente bellicosi. Si dice che è la sola ed unica volta che furono battuti; e che questo era diventato un proverbio, che "non si era mai trionfato ne sui Marsi, ne senza Marsi",
Caesis ed a Mamerco Aemilio legato di Silo Poppaedius, capo dei Marsi, auctor eius rei, in proelio cecidit.
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Marsi contro Roma
sabato 29 dicembre 2007
nec sime marsis nec contra Marsos nemo vincere potest

Gentem Marsorum serpentibus inlaesam esse nihil mirum: a Circae filio genus docunt et de avita potentia deberi sibi sciunt servitium venenomm: ideo venena contenuiunt C. Coelius Aeetae tres filias dicit Angitiam Medeam Circen: Circen Circeios insedisse montes, carminum malefìciis varias imaginum fàcies mentientem: Angitiam vicina Fucino occupavisse ibique salubri scientia
adversus morbos Gentem Marsomm serpentibus iniaesam esse nihil mirum: a Circae filio genus ducunt et de avita resistentem, cum dedisset homines vivere, deam habitam: Medeam ab lasene Buthroti sepultam filiumque eius Marsis imperasse.

La guerra Marsa ha preso questo nome dalla rivolta del primo popolo italico che ne da il nome proprio dal luogo di provenienza ; d'altronde l'Italia intera si unì ai Marsi contro i romani.
Si dice che la prima fonte di questa guerra fu il passaggio che i Romani fecero della temperanza e della frugalità che regnava nelle loro antiche maniere di vivere, e alla quale solo devono la grandezza e la vastità del loro impero, a questa espansione portentosa di lusso e di dissolutezza s'abbandoneranno in seguito : perché fu precisamente la causa della divisione che s'introdusse nella repubblica tra il senato e il popolo. Nello stesso tempo Pompaedius Silo capo dei Marsi si getta in un'impresa straordinaria. Alla testa di 10.000 uomini che temendo di essere controllati dalla giustizia, nascosero le loro spade sotto i vestiti, essi marciarono verso la costa Romana. Lo scopo era di entrare nel Senato chiedere per lui e per la sua provincia il diritto di cittadinanza romana ; e in caso di rifiuto di devastare Roma e i suoi territori a ferro e fuoco. C. Domitius andando davanti a lui domanda dove pretende di andare alla testa di tanta truppa. " A Roma ", risponde "dove i tribuni (forse Marcus Drusus) stessi mi hanno fatto sperare che accorderanno a me e a questi che mi accompagnano il titolo di cittadini Romani". Domitius gli risponde che la richiesta sarà accolta ben più
velocemente e più agevolmente per lui e per i suoi se non si presentasse in assetto di guerra. D'altronde il titolo al quale lui aspira sarà un pegno di legame e d'amicizia che non si acquista con l'ostilità e la violenza, Pompaedius preso dal rispetto per la soia presenza di quest'uomo, e cedendo alla saggezza del suo consiglio fa ritomo ai campo. E' così che Domitius .per la prudenza dei suoi discorsi, salva la patria da un attacco pericoloso; è stato meglio condotto questo incontro che quello del proconsole Servilius riguardo ai Piceni. Perché lui agendo con questi ultimi, non come degli uomini liberi ed alleati della Repubblica ma come degli schiavi, e irritandoli con le continue minacce che egli faceva, si attira dei ritorni fastidiosi per lui stesso e per molti altri. Invece Domitius calma con la sua moderazione la foga insensata dei Marsi. In seguito all'assassinio di Marcus Drusus la penisola prese le armi.I popoli italiani rivoltati contro Roma si organizzarono politicamente e formarono una confederazione Italiana.
Questa confederazione era formata:
- Al Nord, Marsi; popolazione delle regioni montagnose dei Appennini, vinti dai Romani nel secolo, avevano da allora nutrito una certa animosità verso i Romani. I Marsi comandati da Pompédius Silo (amico di Marcus Drusus) questa confederazione Marsa riunisce 100,000 uomini.
- al Sud, Sanniti (che avevano fatto passare le legioni romane sotto le forche caudine nel 304 b.c.), Osci e i Lucani.
Questi diversi popoli, si riunirono con un legame federale, garantito da giuramenti e scambi di ostaggi. Questa confederazione italiana volle separarsi di Roma e si organizzò sul suo modello. Una capitale confederale fu creata dopo la presa di Corfìnio che i ribelli ribattezzarono Italica. Vi installarono un senato di cinquecento mèmbri eletti dai popoli federati. C'erano due "consoli" (Pompédius Strabo che comandava nel nord e C.Papius Mutilus che comandava nel Sud) e 12 pretori. Una moneta fu anche coniata dalla confederazione italiana; rappresentava un toro (simbolo della confederazione) che inseguiva un lupo (simbolo di Roma). Così, i ribelli fondarono una repubblica federale dove tutti usufruivano degli stessi diritti civici. Questa repubblica federale copriva quasi tutta i'Italia (l'Umbria, la Campania ed Etrurie restarono fedeli a Roma.) e si opponeva alla sola città di Roma.
Tuttavia, Roma non potè tollerare quest'unione che rischiava di farle ombra.
Fu l'inizio della guerra detta Marsa poiché Marsicani vi erano in numero maggioritario (è loro che fornivano uno dei contingenti combinati più importanti e meglio esercitati dell'esercito romano) è soltanto due secoli più tardi che lo storico Florus gli darà il nome di guerra
sociale. II termine di Sociale è doppiamente giustificato:
- etimologicamente poiché la parola socii significa alleati.
continua .........La risposta di Roma

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